Ristorantino La Stiva a San Benedetto del Tronto

passione per la cucina e per il mare

Il Ristorantino La Stiva a San Benedetto del Tronto nasce da un’amicizia di anni fra i due soci fondatori, e dalla passione comune di entrambi per la cucina, il mare e per la ristorazione.
Dall’unione di tutti questi elementi è nato il ristorante che propone menù e specialità di pesce, ottimi antipasti, primi e secondi di grande qualità.
I menù non sono fissi, ma variabili in base al pescato disponibile. Questa particolarità è una garanzia della qualità delle pietanze offerte da “La Stiva” ai suoi clienti: solo pesce fresco!
I due soci, Giovanni e Nicola, hanno unito le loro forze, le loro esperienza, la loro passione e, per amore della cucina, hanno dato avvio alla loro attività di ristorazione a San Benedetto del Tronto.
Giovanni lavora in sala curandone l’aspetto, rendendola accogliente per i clienti che verranno nel locale ad assaggiare i piatti preparati da Nicola, lo Chef.
Entrambi hanno una lunga esperienza alle spalle, Giovanni come titolare di uno stabilimento balneare del quale è proprietario a tutt’oggi.
Nicola, invece, ha una trentennale esperienza come comandante di moto-pescherecci dell’Adriatico ed è eccezionale conoscitore del pescato fresco che delizia ogni giorno i piatti.
Il rapporto d’amicizia di Giovanni e Nicola è sin da subito foriero di buone “notizie”, a metafora dell’esito del loro sodalizio lavorativo, che viene consolidato proprio dalla nascita de “La Stiva”, esclusivo ristorante di pesce.
Dalla location ai menù, tutto è stato e viene curato da loro. Già appena si varca la soglia del locale, ci si sente immersi in un’atmosfera marina, tutt’intorno, infatti, ricorda il mare. L’arredamento è stato scelto accuratamente dalla loro creatività, a voler ricordare il mondo degli abissi.
45-50 sono i posti disponibili ai tavoli pronti per essere alla prenotati ed ai quali i due proprietari vogliono sempre assicurare ottimo cibo ed un servizio di qualità impeccabile.

Primi e secondi piatti di pesce cucinati secondo la tradizione marchigiana, in particolare ‘sanbenedettese’, oppure rivisitati all’occasione, per dar luogo a ricette di comprovata prelibatezza.
La tradizione locale della cucina di pesce viene esaltata e valorizzata da ingredienti freschi, di stagione, sapientemente accostati.

Così è per i vini, la cui selezione consente al cliente la freschezza di un bianco da abbinare al pesce... 13/14 sono le cantine dell’hinterland Marche ed Abruzzo con vini biologici a disposizione della clientela.

La particolarità della cucina di questo locale, gestito dai due soci appassionati di gastronomia, che rende così prestigioso il Ristorantino La Stiva a San Benedetto del Tronto, è quella di acquistare solo ed esclusivamente pesce dell’Adriatico, non pesce importato o pesce d’allevamento, né tanto meno quello surgelato.
Il pesce che viene cucinato presso “La Stiva” è sempre ed esclusivamente prodotto fresco, appena pescato, ma soprattutto acquistato personalmente da Giovanni e Nicola che, tre volte a settimana, si recano di notte al porto al rientro delle barche, proprio per fare gli acquisti direttamente dalle “volanti” e dalle barche da altura.
Questa modalità richiede una procedura particolare, ovvero che il pesce acquistato venga poi classificato e denunciato direttamente alla Capitaneria di porto entro le 48h dall’acquisto. Dopo aver acquistato il pesce, questo viene pulito e viene effettuata l’abbattitura fino al 99% per conservarne la freschezza.

Perché fare l’abbattitura del pesce?


Il procedimento serve a garantire l’eliminazione di un parassita rischioso per la salute dell’uomo. Per chi ama mangiare pesce crudo, a maggior ragione, è bene assicurarsi sempre che esso sia opportunamente sottoposto alla procedura dell’abbattimento. Il pesce crudo è un ottimo cibo e l’usanza di mangiarne riguarda in particolare i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Cefalopodi, crostacei, mitili sono il pescato prelibato, ottimo da mangiare anche crudo.
La cultura gastronomica giapponese, che si è diffusa anche nel nostro continente, ha introdotto negli ultimi anni la preparazioni come il sushi e il sashimi. Sono spuntati come funghi ristoranti che offrono questo tipo di cucina ed il consumo di pesce crudo è aumentato a dismisura.
Questo fenomeno ha portato alla necessità di ricorrere ad alcune misure dal punto di vista igienico, perché il consumo di pesce crudo comporta dei rischi d’ingerire batteri o agenti patogeni. Le norme igieniche sono fondamentali per i prodotti del mare.

Come difendersi dai batteri nocivi


I batteri nocivi possono essere presenti in diverse tipologie di alimenti: nella carne, nella verdura, nel pesce, nei mitili, nel latte etc…
Il pescato, che sia pesce o mitili, può essere contaminato da diversi microrganismi che provocano infezioni o tossinfezioni: listeria, escherichia coli, salmonella, tutti batteri che causano dei problemi di tipo gastrointestinale.
Recentemente, a causa di molti fenomeni legati alla migrazione dei pesci per eventi di tipo climatico e ambientale (inquinamento), si è diffuso in tutti i mari del globo, un microrganismo di nome ‘Anisakis’.
Non è così frequente, ma capita che questi microrganismi possano provocare infezioni e malattie soprattutto nei bambini e negli anziani.

L’importanza igienica dei mitili


L’igiene dei prodotti del mare ha riguardato in particolare i mitili - cozze e vongole - che nel tempo sono stati all’origine di spiacevoli effetti dovuti a causa dell’inquinamento delle acque di alcune aree della costa italiana.
I mitili, per loro conformazione e modalità di nutrimento, possono infatti assorbire microorganismi patogeni per l’uomo.
Ad oggi i mitili vengono allevati in aree marine controllate dalla sorveglianza veterinaria e dalle ASL, che ne assicurano la salubrità e l’idoneità. Infatti, il prodotto che arriva nei mercati è garantito da un etichetta apposita.
Malgrado tutte le misure di sicurezza adottate, è sempre possibile che microorganismi sfuggiti agli opportuni controlli diano origine a dei problemi, ed è per questa ragione che si consiglia di cuocere bene i mitili fino all’apertura del loro guscio, non mangiando quelli che restano chiusi anche dopo la cottura.


Le misure igieniche del pesce crudo


Il pesce crudo è ottimo, ma bisogna mangiarlo solo se si è certi della sua salubrità. Il parassita Anisakis simplex viene debellato se il pesce è ben cotto, mentre persiste in quello crudo, anche se congelato o surgelato.
Se ingerito con il pesce, questo batterio può causare dei problemi.
A questo proposito, per salvaguardare la salute di chi mangia pesce crudo, sono state promulgate delle norme ed emanate circolari ministeriali che obbligano chi vende pesce crudo ad effettuare la procedura dell’abbattimento preventivo del pesce consumato crudo.
Attenzione, però, a non confondere il pesce congelato o surgelato con quello abbattuto. Solo la procedura dell’abbattimento assicura l’eliminazione del parassita, al contrario del pesce congelato o surgelato.
La procedura dell’abbattitura è l’unica in grado di distruggere il parassita, e viene effettuata mediante l’abbattitore, un contenitore tipo freezer che porta rapidamente gli alimenti a temperature tra i -20 e - 40°C. Il pesce deve essere mantenuto a queste temperature per ore fino a più giorni.
È fondamentale accertarsi che il ristorante presso il quale si mangia pesce crudo osservi la normativa europea del 2004 che obbliga l’abbattimento. Per essere sicuri che il ristorante segua queste regole, informatevi se il pesce è stato abbattuto.


Per prenotare e chiedere informazioni sulla disponibilità al Ristorantino La Stiva a San Benedetto del Tronto, è possibile inviare una mail a: giovend1960@libero.it, oppure compilare il form di contatto.


Il Ristorantino La Stiva si trova in Via Dandolo, 15 - San Benedetto del Tronto (AP) Tel. 3288606491 / Cel. 3405616771